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rivolto verso il Cristo, la posizione di S. Giovanni è giusta come collocazìone ma la figura si presenta rimontata erroneamente in posizione orizzontale; sul braccìo sinistro compare una figura di vecchio barbato con libro, da identificare come un Evangelista, volto verso destra. Anche questa placchetta è erroneamente montata in orizzontale. L'alta qualità formale e la raffinatezza del manufatto che ne fanno, ad evidenza, un prodotto non seriale, è confermata anche nella cornice che rifinisce lo spessore della croce, ornata da una serie di racemi a girale ottenuti con la tecnica della godronatura. La croce in esame si qualifica con immediatezza rispetto ad oggetti simili per la qualità e la squisitezza |
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Farnese, Chiesa di S. Salvatore, Croce Astile (particolare del verso) |
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delle figure a mezzo busto sulle placchette, nonché degli smalti raffinatissimi che si rifanno a stilemì senesì. Alla luce delle attuali conoscenze non compaiono sul territorio manufatti di analoga fattura con i quali proporre un confronto atto a permettere l'ipotesi dì una produzione di bottega locale; un confronto, trascurando notevoli divergenze stilistico-formali e strutturali, in particolare l'assenza di decorazione a smalti traslucidi, è appena proponibile per la sola presenza delle figure a sbalzo a |
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mezzo busto con la modesta croce astile del Museo Diocesano di Orte, questa si opera seriale inserita in un gruppo definito di transizione nell'ambito delle cosiddette croci arcaiche frutto della produzione orafa abruzzese². Per quanto fino ad ora è venuto creandosi nell'approfondimento della conoscenza di questa particolare tipologia di manufatti i confronti più pregnanti e con vari e notevoli punti di convergenza sono possibili con |
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una peculiare tipologia elaborata a Lucca nella seconda metà dei XIV secolo di cui sono conservati numerosi esemplari che hanno il pregio di avere goduto di puntuali e organici studi critici³. Tra le caratteristiche più interessanti di questo particolare tipo di croce si impone all'attenzìone la forte resa plastica delle figure sbalzate a mezzo busto che la ricerca critica più avveduta che si è occupata dì tali manufatti collega in maniera più o meno organica e diretta ai modelli scultorei della bottega di Andrea Lo scorcio del XIV secolo e i primi decenni del successivo vedono attive a Lucca numerose botteghe artistiche che producono tali tipologie di manufatti, botteghe delle quali molto spesso è difficile anche distinguerne i prodotti se non contrassegnati dai bolli cosi come previsto dalle rigide disposizioni della Corte dei Mercanti e della Curia del Fondaco (5). Tra le opere assegnate dalla critica ad almeno quattro botteghe attive a Lucca dallo scorcio del XIV secolo (6) -fase cronologica cui è da ascrivere la croce di Farnese che non è assolutamente un fenomeno di imitazìone ma un prodotto di un atelier di rilievo- forti punti di confluenza stilistica, formale e qualitativa si riscontrano con la croce della chiesa dei SS. Jacopo e Andrea a Massarosa di Lucca, attribuita alla bottega di Francesco del Grillo; le croci della chiesa di S. Lorenzo a Sorbano dei Vescovo e della chiesa di S. Jacopo a Pedona, quest'ultima ripropone nuovamente la bottega di Francesco del Grillo; ma specialmente con quelle di più alta datazione tra tutti i numeri identificati dei prodotti delle botteghe lucchesi: la croce proveniente dalla chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Ghivizzano e quella, molto simile, proveniente dalla chiesa dei SS. Vincenzo e Lorenzo di Verciano di Lucca, databili ambedue allo scorcio del XIV secolo. |
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