MUSEO CIVICO "F.RITTATORE VONWILLER"

   STORIA E TERRITORIO

Negli spazi di un antico deposito comunale è ospitato il Museo F. Rittatore Vonwiller che raccoglie le testimonianze materiali e naturalistiche del territorio di Farnese, con particolare riferimento alla Selva del Lamone. La visita al museo si sviluppa attraverso un itinerario didattico che consente di ripercorrere tutte le culture storiche e archeologiche che si sono avvicendate attorno all'area naturalistica, a partire dall'età Paleolitica fino al periodo Rinascimentale, momento in cui la zona diviene parte importante del Ducato di Castro. Accanto alle raccolte di reperti preistorici e protostorici, provenienti soprattutto dal villaggio protostorico di Sorgenti della Nova (l'unico in Etruria scavato quasi integralmente da una missione archeologica), si trovano i materiali etruschi scoperti nell'abitato fortificato di Rofalco e nelle vicine necropoli, per poi passare ai manufatti medievali e rinascimentali rinvenuti invece nei pozzi da "butto" (grandi depositi scavati nella roccia tufacea) scoperti nel borgo di Farnese, probabile luogo d'origine della nota e potente famiglia rinascimentale.

   PREISTORIA

Materiali dall'età Paleolitica all'età del Bronzo attestano la lunga frequentazione umana del territorio, con particolare riferimento al periodo
Eneolitico o età del Rame (3000-2000 a.C.), momento in cui si diffondono le cosiddette "tombe a forno" della "cultura di Rinaldone", all'interno delle quali le persone venivano deposte rannicchiate assieme a diversi oggetti di corredo fra cui i tipici vasi a fiasca. Di rilievo anche i materiali della piena età dei Bronzo (XVII-XIII sec. a.C.) recuperati in vari momenti nelle stanze di alcune grotte della vallata del fiume Fiora (fra cui Grotta Nuova e Grotta Di Carli), reperti collegati a offerte relative a culti agrari. Con la fine dell'età del Bronzo (XII-X sec. a.C.) si diffondono sul territorio i villaggi "protovillanoviani"
posti soprattutto su aree naturalmente difese, come nel caso della rupe tufacea di Farnese. Alcuni gruppi di materiali esposti assumono particolare importanza per completezza e ricchezza tipologica, come il vasellame proveniente dagli scavi delle capanne e delle grotte del villaggio del Bronzo Finale di Sorgenti della Nova, grazie al quale è stato possibile ricostruire fedelmente gli usi e i costumi delle popolazioni vissute nella valle dei Fiora attorno all'anno 1000 a.C.

Bicchiere campaniforme della necropoli eneolitica di Fontanile del Raim
Colatoio del
villaggio "proto-
villanoviano di Sorgenti
della Nova

   ETRUSCO E ROMANO

Con la formazione dello stato etrusco, il territorio di Farnese rientra nell'orbita politica e culturale della città di Vulci, di cui ne rappresenta un ambito periferico frapposto ai fiorenti centri di Castro e Pitigliano.
Per l'età arcaica (VI sec. a.C.) conosciamo piccole necropoli, come ad esempio quella del Naviglione che ha restituito corredi funebri con oggetti legati al banchetto funerario e con armi e strumenti realizzati in bronzo e in ferro. Di particolare rilievo sono invece i materiali etruschi rinvenuti Rofalco (IV sec. a.C.), abitato racchiuso su tre lati da un'imponente cerchia di mura semicircolare con torri parallelepipede realizzata in blocchi di pietra lavica. Le esplorazioni condotte all'interno dei centro hanno restituito importanti testimonianze legate alla vita politica, sociale e religiosa della comunità locale.

Capitello in nenfro da Santa Maria di Sala

   MEDIO EVO E RINASCIMENTO

Un motivo d'interesse del museo è dato dalla collezione di maioliche dipinte dal centro storico di Farnese, con motivi ornamentali legati all'omonima famiglia, oltre a preziosi oggetti rinvenuti nei caratteristici "butti", nei quali finiva la spazzatura accumulata all'interno dell'abitato. Il contenuto dei pozzi è una mescolanza di manufatti utilizzati nella vita quotidiana, e resti organici da pasto.
I reperti recuperati abbracciano un ampio arco cronologico compreso fra il XIV e il XVIII secolo, fra i quali si ricordano un piattello probabilmente appartenuto al servizio di nozze fra Galeazzo Farnese e Isabella d'Anguillara con uno stemma centrale bipartito con gli emblemi delle due famiglie; un altro piattello con lo scudo araldico della famiglia Farnese; la corona da rosario in corallo del XVI secolo e il
coevo nettapipe proveniente dalle missioni francescane dei nord America sorte nel "nuovo continente" dopo la conquista spagnola . Si segnalano inoltre il capitello decorato a palmetta proveniente dalla chiesa romanica di S. Maria di Sala ubicata all'interno di un interessante insediamento medievale rupestre, mentre nelle adiacenze di Farnese è stato rinvenuto un fregio architettonico con tralcio di vite a rilievo, del IX-X secolo, testimonianza di un antica costruzione precedente la fase monumentale tardo-medievale e rinascimentale.

Testina femminile in maiolica dipinta
Grande piatto con scritta dedicatoria LIVIA-B(ella)

Il museo è stato intitolato all'archeologo 'Ferrante Rittatore Vonwiller (1919-1976), la cui attività di ricerca è legata soprattutto alla Maremma e in particolare al popolamento della valle dei Fiora. Nel 1938 scopre l'abitato di Sorgenti della Nova, preludio a una lunga e intensa campagna di scoperte durata fino alla sua morte.
L'allestimento, realizzato nel 2002, è stato concepito per accogliere anche nuovi reperti provenienti dagli scavi in corso, ed è completato da un ampio apparato didattico e illustrativo sia statico che interattivo.


 

 

ORARIO APERTURA AL PUBBLICO:
Invernale:    
Mer. Gio. Ven. 10,00 - 12,00  
Sab. Dom. 10,00 - 12,30 15,30 - 19,00
Festivi 10,00 - 12,30 15,30 - 19,00
Estivo:    
Mer. Gio. Ven. 10,00 - 12,00  
Sab. Dom. 10,00 - 12,30 17,00 - 20,00
Festivi 10,00 - 12,30 17,00 - 20,00

INGRESSO:
Intero: € 2,50
Ridotto: € 1,25
   
Ridotto: Ragazzi e ragazze da 6 a 8 anni.
I gruppi di almeno 8 persone,
i residenti e i disabili.