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Isabella Pallavicino. |
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A questi ebrei venne concesso di poter stare nella terra di Farnese, o al Borgo, con mogli, figliuoli, garzoni ed altri familiari; di vivere secondo i costumi e le usanze degli ebrei (alla stessa maniera di quelli di Latera), senza obbligo di presentare segno alcuno, con la possibilità di crearsi un proprio cimitero e con gli stessi trattamenti riservati agli altri vassalli dello stato. Questo, in un periodo in cui gli ebrei venivano chiusi nei ghetti e perseguitati. |
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secondo il tribunale ecclesiastico e, inoltre, l'abrogazione delle leggi suddette, minacciando gravi castighi. 1 Veneziani, anche su consiglio del servita fra Paolo Sarpi, non cedettero; per cui il Papa fulminò l'interdetto contro la Serenissima. Il clero a maggioranza continuò l'esercizio del culto, tranne i nuovi ordini religiosi (Teatini, Cappuccini e Gesuiti), che di conseguenza vennero espulsi. Ne nacque un'aspra polemica tra il Sarpi - che alla fine venne scomunicato - ed i cardinali Baronio e Bellarmino; mentre le due parti in contesa si armarono, sebbene non si può decidere se esistesse un piano preciso per risolvere la faccenda con le armi. In questa vicenda, Mario Farnese comandò le milizie pontificie col grado di capitano generale, la crisi si risolse senza sfociare in una guerra aperta, per intervento del re di Francia Enrico IV (il 21 Aprile 1607 Venezia consegnò i due ecclesiastici e Paolo V tolse l'interdetto).
CAMILLAE LUPI EX MARCH. SORANAE LATERAE DUC. FOEMINAE LECTISSIMAE NOBILISSIMAEQUE
MARIUS FARNESIUS OPTATISS.
SIBIQUE COMUNE MONUMENT.
UT IDEM LOCUS UTRIUSQUE CONTINERET
QUORUM ANIMOS IN VITA
OMNIUM RER. COMUNIONE VIXIT CAMILLA AN. XLII VIXIT MARIUS AN.
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