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Durante l'assedio di Strigonia (oggi Gran),
Mario, colpito da una freccia, dovette cedere
il comando delle sue truppe a Marco Pio,
Principe di Sassuolo. I Turchi, vincendo,
costrinsero l'esercito imperiale a
riorganizzarsi in Visegrad ed il povero
Famese, benché ferito, dovette come poteva
arrangiarsi per la ritirata. Vista la mala parata
e stremate dai disagi e dalla fatica, le truppe
italiane si andavano inesorabilmente
assottigliando, tanto che si riuscì alla fine a
ricostruire si e no tre miseri reggimenti al
capo dei quali l'Aldobrandini pose il nostro
Mario, Francesco del Monte e Ridolfo
Baglioni.
Un quadro conservato nel monastero della
Madonna delle Grazie rappresenta - secondo
il Lanzi (Lanzi, 1938) - il ritorno del Farnese
da quella sciagurata impresa. Egli vi è
raffigurato pressoché calvo, con la barba
lunga e bianca, in abiti dimessi, con lo zaino a
spalla, mentre viene ricevuto dai suoi
familiari; tra i quali si possono riconoscere la
vecchissima madre Giulia Acquaviva, la
moglie Camilla Lupi e molti dei suoi figlioli.
In realtà l'episodio rappresentato nella tela,
che per le molte citazioni ermetiche, - che
richiamano quanto espresso negli affreschi
della chiesetta di Sant'Anna, - potrebbe
essere attribuita (v. supra, F. Ricci, cit.) al
Panico o alla sua cerchia, dovrebbe essere
spostato di qualche anno. Infatti vi è
raffigurata la figlia Isabella in età compresa
tra i cinque ed i sette anni, per cui essendo
essa nata nel 1593 appare probabile che il
ritorno in questione possa essere datato
intorno al 1598, dopo i fatti di Ferrara.
Passata questa guerra d'Ungheria, vennero
ingaggiati il famoso pittore Annibale Carracci
ed il suo allievo Anton Maria Panico, per
decorare la rocca, appena ampliata e
restaurata. Di tali opere oggi non resta niente.
Al pennello del Carracci, con il concorso di
aiuti, era dovuta una versione della Pietà già
in San Francesco a Ripa in Roma ed oggi al
Louvre. Purtroppo la copia farnesana è stata
rubata alcuni anni fa dalla chiesa parrocchiale.
Il Carracci, secondo alcuni autori (Bellori,
1672) pose mano anche ad alcune figure di
una tela, conservata nella medesima chiesa
nella cappella del SS. Sacramento,
commissionata dall'omonima confraternita al
Panico, raffigurante la Celebrazione della S.
Messa, in cui il sacerdote, secondo la
tradizione locale, ha le sembianze di Paolo
III; ma forse bisognerebbe rivedere
l'attribuzione di questa tela di notevole
qualità.
A Farnese, al servizio di Mario, si
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