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Nel paese effettivamente si nascondevano alcuni militari alleati che erano entrati in rapporti di fiducia con alcune famiglie e che si muovevano con una certa disinvoltura. Fu forse l'eccessiva sicurezza a segnare il loro destino, ma certo ancor più l'insensata e ottusa violenza figlia di ogni guerra, che spinse i tedeschi ormai in rotta a catturare due di loro e a fucilarli appena fuori del paese, nel cortile del Podere, quella grande dimora che si incontra entrando a Farnese, proprio di fronte al cimitero. Era il 6 giugno. Si chiamavano Robert Carter e Alfred Crinall. Entrambi provenivano dal Sud Africa, il primo aveva 26 anni, il secondo 22.
Fu in uno di quei giorni che un carro armato prese posizione nella piazza di fronte al comune aspettando, forse, di ricevere istruzioni dal comando tedesco. Una motocicletta, forse il portaordini atteso, aveva quasi raggiunto la piazza quando una scarica di moschetto la colpì.
Il carro lasciò precipitosamente il paese lungo il Borgo, ma quando fu appena fuori il centro abitato fu raggiunto da un aereo da caccia alleato che lo mitragliò colpendo il militare di vedetta sul mezzo. Il suo corpo fu abbandonato oltre il cancello del vicino cimitero ove trovò temporanea sepoltura.
Erano ormai sempre più rari i militari tedeschi di passaggio, ed i partigiani locali, che in verità fino ad allora si erano tenuti piuttosto alla larga dallo scenario bellico, cominciarono a contrastare la loro ritirata. Alcuni di loro (e con loro alcuni giovanissimi, quasi partecipassero ad un gioco più grande di loro) aspettavano il passaggio degli ultimi tedeschi rimanendo appostati all'ingresso del paese. Alcune sentinelle poste in avanscoperta avevano ricevuto disposizione di segnalare con un colpo l'arrivo di una colonna vera e propria, e quindi difficile da attaccare, mentre una raffica avrebbe significato che il confronto sarebbe stato sostenibile. La mattina dell'11 invece una grande scarica di colpi d'arma salutò l'ingresso dalla parte di Ischia di Castro della colonna alleata. In paese non erano molte le persone presenti. Solo alcuni uomini armati sparavano in aria mentre la colonna sfilava lungo la strada provinciale per Pitigliano ripetendo il solito rito del lancio di dolci e cioccolata.
Il passaggio dei mezzi militari dovette essere imponente e si protrasse a lungo in quel giorno di inizio estate.
Nel pomeriggio dello stesso giorno tre ragazzi, due fratelli ed un amico, che avevano assistito all'arrivo delle truppe alleate, andarono a tuffarsi a Salabrone, nelle acque del fiume Olpeta che costeggia a
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