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Palazzo Ceccarini-Chigi
Targa in marmo posta sopra il portale d'ingresso

Gli ufficiali superiori erano nominati dal principe; gli ufficiali minori, i sottufficìali e i caporali si eleggevano dalla milizia.
Oltre alla difesa della patria la milizia aveva il compito di fare la guardia alle fortezze e alle porte del paese, e, in circostanze eccezionali, le venivano anche affidati alcuni servizi di pubblica sicurezza, che però non fossero degradanti e spregevoli.
I militi, in compenso dei servigi che rendevano al paese, erano esonerati dalle prestazioni personali, dovute da tutti i cittadini nel compimento delle opere di pubblica utilità, e godevano molti altri privilegi (12).
Accanto all'autorità del podestà, ufficiale del governo, stava il collegio dei priori, i quali costituivano il supremo magistrato del comune.
Esso si componeva di tre membri; il primo era scelto nel Consiglio degli otto, il secondo nel Consiglio generale, il terzo tra il popolo, e venivano rinnovati ogni semestre (13).
Allo scadere dall'ufficio ogni priore uscente proponeva una lista di tre candidati, e da tali liste il principe doveva eleggere i successori.
I priori rappresentavano il comune in tutte le circostanze, proponevano le materie da trattarsi nelle adunanze dei Consigli, davano esecuzione alle deliberazioni adottate dai medesimi, e sovrintendevano a tutti gli Uffici e istituti esistenti nel comune, quali il Monte frumentario, la Congregazione dei Lavoratori, le opere pie, ecc.
Estesissimi erano i loro poteri giacchè lo statuto affidava loro il compito « di procurare, giusta il loro parere, il bene e l'utile della comunità », e favorire chiese, ospitali e vedove e luoghi pii e miserabili persone » (14).
Le deliberazioni dei priori, per esser valide, dovevano esser prese ad unanimità.
Il Consiglio degli otto originariamente si componeva di otto membri effettivi e quattro supplenti; ma in seguito questo numero fu aumentato. Le sue adunanze erano ordinate dai priori, per deliberare nelle cose di ordinaria amministrazione; ma in casi urgenti poteva assumere i poteri del Consiglio generale.
Questo secondo corpo deliberante era costituito di trentacinque capi di famiglia, e, oltre gli affari di carattere straordinario, deliberava quelli in materia tributaria, i bilanci e i consuntivi; proponeva al principe i prezzi da imporsi al grano, e nominava il cancelliere e il castaldo (messo comunale), il maestro di scuola, il medico, il chirurgo, il barbiere pubblico, il fornaro e gli altri impiegati municipali.
I)membri dell'uno e dell'altro Consiglio erano eletti a vita dal principe, che, in caso di morte di ognuno di essi, lo surrogava con un altro, scelto fra tre soggetti proposti dai priori.
Altri ufficiali importanti del comune erano: il santese, che amministrava i beni della chiesa cattedrale, e il camerlengo, cioè il tesoriere comunale, il quale aveva anche il diritto d'intervenire nelle adunanze dei priori e dei consigli.
Vi erano poi i sindaci, che rivedevano i conti del camerlengo e del santese e giudicavano l'operato del podestà; gli stimatori o riveditori, che componevano un collegio di tre persone, aventi l'incarico di sovrintendere all'igiene pubblica, esaminate le bestie da macellarsi, imporre il prezzo alla carne di bassa macelleria e di cacciagione, e verificare nelle rivendite i pesi e le misure, controllandoli con i campioni custoditi presso l'ufficio del camerlengo.
Altri ufficiali inferiori erano: i tre uomini dell'arte, che giudicavano nelle controversie agrarie e presiedevano la Congregazione dei Lavoratori; i due maestri delle strade, costituenti una specie di commissione edilizia; il depositario dei pegni consegnati, come garanzia in attesa di giudizio, dagli individui caduti in contravvenzione, o rei di danneggiamenti verso terzi o di altri delitti; i due bollatori del pane messo in vendita dal fornaro municipale; i tre stimatori di campagna, e i tre stimatori dell'artigianato, cioè uno per i fabbri, uno per i falegnami e l'altro per i muratori.
Venivano infine i grascieri o abbondanzieri che amministravano il Monte frumentario, e riscotevano le imposte comunali, i cereali dati in prestito dal Monte, e il grano dovuto dalle famiglie per pagare il maestro di scuola, il chirurgo e il barbiere.
Tutti questi funzionari duravano in carica un anno, ed erano eletti dal principe sopra una lista proposta dai priori, contenente tre nomi per ogni soggetto da nominare.
Cospicue erano le entrate del bilancio comunale, costituite dal provento ricavato dalla vendita dei pascoli invernali di alcune bandite, dai dazi, da varie imposte e contribuzioni pubbliche, e da altri diritti.

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